lunedì 20 maggio 2013

Pillole di lucidità


Nel 1789 a Parigi, ogni individuo che si fosse incontrato alla domanda: "chi comanda in Francia?" Avrebbe risposto senza indugio: il Re. Oggi se dovessimo farci questa domanda sia per quello che riguarda la realtà italiana, sia internazionale non avremmo più la stessa certezza. Che cosa è cambiato da allora? Dallo status di sudditi siamo passati a quello di Cittadini. Idealmente la Corona del Re a cui è stata tagliata la testa è passata sulla testa di Ciascuno di noi. Quella Corona porta con sè oneri e onori. Per un lungo periodo abbiamo cercato di usufruire solo degli onori fino a quando la realtà intorno a noi si è fatta molto peggio di quanto non potessimo prevedere. La Politica, privilegio del Re, è passata nelle mani dei Cittadini che l'hanno abbandonata, come un Re che abdica al suo trono. i Cittadini hanno abdicato al loro ruolo e ora, a meno di non voler ritornare allo status ancor più antico di schiavi, dovranno ritrovare la Corona e la fierezza di tornare ad indossarla assumendosene in pieno la Responsabilità.


 
L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Nel 1948 quando entra in vigore, la Costituzione italiana rappresenta un'avanguardia del diritto e porta con se aspettative e prospettive per un Popolo appena uscito da una dittatura e da un conflitto mondiale. Una nazione a pezzi che doveva trovare quello spirito di unità e forza per ricostruire ciò che era stato distrutto. Dall'epoca sono passati 60 anni, e ciò che allora rappresentava il massimo delle aspettative, oggi rivela tutta la propria inadeguatezza in questo tempo nuovo e con esigenze differenti. Prima di tutto pesa quella virgola dopo la parola "popolo" che di fatto non attribuisce realmente la sovranità ai Cittadini ma la consegna di fatto al sistema della burocrazia su cui è stato fondato lo Stato attribuendo solo apparentemente un ruolo centrale al corpo elettorale. Ma per pensare di cambiare le cose occorre prima conoscerle e ad oggi sono pochissimi gli italiani che conoscono la Costituzione: 139 articoli che rappresentano un mondo che oggi vogliamo cambiare in meglio. 


Un Popolo stanziato su un territorio che si da una giurisdizione e una moneta. Questa è la definizione costitutiva di uno Stato. Oggi in Europa ci troviamo in un paradosso in cui gli Stati hanno ceduto parte della loro sovranità ad un organismo sovranazionale, non eletto, al quale è stato ceduto il diritto di stampare moneta, cedendo di fatto una prerogativa costitutiva dello Stato questo ha perso il suo status giuridico ed oggi rischia di essere solo una "provincia". Non solo, l'Ente sovranazionale che oggi stampa moneta (BCE) è una Banca Privata che presta agli Stati il denaro necessario all'economia comprando titoli pubblici in cambio di interessi. Un circolo vizioso che produce ricchezza per un gruppo di pochi finanzieri e speculatori e impoverisce Popoli e Nazioni. Alla base di questo Sistema ci sono antiche premesse che fondano le loro radici al termine della guerra dei sette anni, il momento della nascita della Società Occidentale. Oggi siamo giunti alla resa dei conti. Un'Autentica evoluzione del principio di democrazia o il ritorno ad un'Aristocrazia, non fatta di stemmi e blasoni ma da signori del Consumo che potranno nutrirsi delle nostre vite grazie alla nostra inconscia complicità.


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